Agosto è stato tutto dedicato alla "Data Gravity". I limiti di storage di Amazon Aurora sono saliti a 256 TiB, il che pone effettivamente fine alla discussione sullo "sharding" per il 99,9% delle aziende.

Tuttavia, la vera protagonista è stata l'espansione delle Integrazioni Zero-ETL. AWS ha abilitato una replica continua e quasi in tempo reale da Aurora a OpenSearch e da RDS a Redshift. Sfruttando i log delle transazioni interne del database, AWS replica i dati nel motore di analytics senza impattare la compute del database sorgente.

Per i data engineer, questo significa la fine delle fragili pipeline ETL in Python/Glue per semplici task di sincronizzazione. Abbiamo anche visto DynamoDB ottenere l'"Attribute-Based Access Control" (ABAC), che permette di gestire i permessi tramite tag anziché complesse policy IAM.

Agosto ha dimostrato che il futuro dei dati non sta nello spostarli, ma nel renderli accessibili esattamente dove risiedono.